conoscere x prevenire

ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO

IDEE MUOVERSI


Il rischio di sviluppare il diabete potrebbe essere ridotto anche del 60% attraverso 150 minuti di attività fisica alla settimana. A evidenziare questo dato è stata l'Unione Nazionale Chinesiologi nell’ambito del convegno "Chinesiologo, Professionista del BenEssere" in corso a Roma. La chinesiologia è la scienza che studia tutte le sfaccettature dell'attività motoria, a livello cognitivo, emotivo, oltre che fisico e sociale. Il diabete colpisce in Italia oltre 3,7 milioni di persone, almeno un milione è "portatore" di questa condizione senza saperlo.

Prevenzione e stili di vita
La prevenzione del diabete, secondo gli esperti, partirebbe da stili di vita sani, con lo sport al primo posto tra le attività che possono dare maggiore beneficio. Per invertire questa tendenza che colpisce in particolare le donne nel mondo – una su dieci è malata - sarebbero indicate attività come marcia, corsa veloce, nuoto, bicicletta, ginnastica in palestra da eseguire senza affanno. Attività che, alternate al potenziamento muscolare, sarebbero tra i migliori "farmaci" per prevenire o tenere sotto controllo il diabete. "Se prescritto su misura, l'esercizio fisico - ha spiegato Felice Strollo della Società italiana diabetologia - funziona come una medicina per i pazienti”. Affinché sia veramente efficace, però, secondo l’esperto, dovrebbe essere svolto con regolarità e sotto la supervisione di diabetologo e chinesiologo, quest'ultimo il massimo esperto in quanto laureato in Scienze motorie.

I benefici dell'attività motoria
Grazie all'attività motoria è possibile migliorare non solo lo stato fisico, ma anche l'umore. Fattore che contribuirebbe anche nella prevenzione dalle malattie cardiovascolari, di cui sono vittime ogni anno quasi 18 milioni di italiani. Ad esempio, "l'infarto miocardico acuto di cui è vittima oltre il 10% della popolazione tra i 30 e i 70 anni, - spiega Salvatore De Rosa della Società italiana cardiologia - non può essere previsto". Tuttavia con "un buon esercizio" si può lavorare sulla prevenzione. Gli esperti diffidano, però, dalle terapie "fai da te": "Bene il movimento - ha concluso Giorgio Berloffa, presidente dell’Unione Nazionale Chinesiologi – purché personalizzato, misurato su ogni singolo individuo, altrimenti può causare microtraumi, disabilità e, in alcuni casi, anche la morte”.



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