conoscere x prevenire

in farmacia

PREVENZIONE IN FARMACIA

Tutti i hanno il Medico di Famiglia come hanno una propria FARMACIA di fiducia dove sono soliti recarsi; 

da alcuni anni le farmacie sono abilitate ad erogare nuovi servizi per i cittadini; fra questi le analisi dell’emoglobina glicata e del profilo lipidico.

Per queste analisi viene utilizzato “Cobas b 101”, piccolo apparecchio prodotto dalla Roche e serve solo una goccia di sangue prelevata dal polpastrello di un dito, non occorre essere a digiuno. 

Il risultato è quasi immediato. Il costo della “glicata” non supera 10 euro ed è di poco superiore al costo nei Laboratori Analisi dell’ULSS. Non serve prescrizione medica e non serve prenotazione.

Molte Farmacie ormai ne sono dotate e sarebbe opportuno lo fossero anche i Medici di Famiglia. I Medici di Famiglia dovrebbero comunque essere lo strumento principale di prevenzione e di cura del diabete T2, stante il continuo aumento degli ammalati e la diminuzione dei medici e personale specialistico. 

In ogni caso, la moltiplicazione dei punti di screening, favorirebbe diagnosi precoci di diabete a quelle persone ignare ed a rischio, con un beneficio anche per i costi del Sistema Sanitario che eviterebbe cure e spedalizzazioni di complicanze che compaiono in diabetici non seguiti o ignari.


ULSS 5 POLESANA

ELENCO DELLE FARMACIE


http://www.aulss5.veneto.it/media//aulss5/mmg-farmacie/Elenco_Farmacie_ASL_5_Polesana_-.pdf


Le farmacie pubbliche e private, importanti presidi del servizio sanitario, concorrono al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica operando in rete con gli altri professionisti sanitari.
Le 63 farmacie presenti nel territorio aziendale, ed i due dispensari, garantiscono l’erogazione al pubblico di: medicinali, equivalenti, preparazioni galeniche, su prescrizione medica; inoltre assicurano il servizio di continuità tra l'ospedale ed il territorio grazie alla consegna di particolari farmaci, spesso prescritti su indicazione specialistica, presenti nel cosidetto "PHT " Prontuario della continuità Ospedale-Territorio. I farmaci appartenenti a questo elenco vengono acquistati dall'Azienda ULSS ed erogati attraverso le farmacie del territorio.

Provvedono inoltre a dispensare: altri farmaci ed ancora dispositivi per l'autocontrollo della glicemia a pazienti diabetici, dispositivi per il trattamento delle stomie, alimenti per specifiche patologie, e prodotti di automedicazione.


Avvio della sperimentazione della Farmacia dei Servizi: 

un traguardo e un punto di partenza per tutta la professione

L’accordo siglato in Conferenza Stato-Regioni sulle linee di indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi è un passaggio fondamentale per il servizio farmaceutico italiano e la rete delle farmacie di comunità ma, soprattutto, per il Servizio sanitario nazionale e la tutela della salute. "Con questa sperimentazione sarà finalmente possibile dimostrare quanto il farmacista di comunità, collaborando con gli altri professionisti possa contribuire al potenziamento dell’assistenza territoriale, in particolare per i pazienti cronici e quelli più fragili, in tema di accesso alle prestazioni del SSN, presa in carico dei pazienti cronici e prevenzione" dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. 

L’importanza del modello della Farmacia dei servizi è confermata dalla richiesta delle Regioni stesse di ulteriori stanziamenti, tratti dal fondo per gli obiettivi di piano, rispetto ai 36 milioni previsti dalla Legge di Bilancio 2018, così da permettere che la sperimentazione possa essere condotta anche in altre Regioni oltre le nove originariamente previste” che sono Piemonte, Lazio e Puglia nel 2018; Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia nel 2019; Veneto, Umbria e Campania nel 2020  

Il presidente della FOFI sottolinea inoltre che Le linee di indirizzo, frutto del gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute "sono un modello a livello internazionale per l’applicazione e la validazione della pharmaceutical care sul territorio, e va dato atto a tutti i partecipanti a questo tavolo, l'Agenas, le Regioni, Federfarma, Assofarm, Utifar, SIFO, Fimmg, Fnomceo, Fnopi e Cittadinanzattiva, di aver operato assieme a noi con rigore e rapidità". I protocolli messi a punto permetteranno infatti l’erogazione di prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale così come la loro valutazione sul piano dei risultati in termini di maggiore salute ed economici.

Dieci anni dopo

A distanza di dieci anni dall’emana­zione della legge, sta per prendere avvio la sperimentazione voluta dal governo. Il 17 ottobre la Conferenza Stato-Re­gioni ha approvato le Linee di indiriz­zo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità. Di questi tempi, i servizi in farmacia do­vevano già essere stati attivati, invece, si è ancora alla fase di sperimentazio­ne che sarà un’occasione per verificare l’impatto dei nuovi servizi in termini sia di miglioramento del livello di tu­tela della salute della popolazione sia di risparmio per il Ssn. La sperimen­tazione si è resa necessaria “per lo spo­stamento sempre maggiore della sanità dagli ospedali al territorio. Essendo la farmacia un presidio territoriale acces­sibile e riconosciuto dai cittadini, con all’interno un professionista laureato, lo Stato attribuendo alla farmacia de­terminati servizi, va a risparmiare su quelli svolti in ospedale con costi mol­to più rilevanti”, sostiene Cossolo.

 Quali servizi?

Si tratta di prestazioni volte a migliora­re l’aderenza alla terapia per le princi­pali patologie croniche, a potenziare le attività di prevenzione, a consentire ai cittadini di effettuare test diagnostici a distanza, evitando loro di doversi recare presso il presidio pubblico. Più nel det­taglio, sono quattro le macro aree attor­no cui si svilupperanno i servizi. Una riguarda quelli cognitivi (monitoraggio aderenza alla terapia farmacologica; riconciliazione della terapia farmaco­logica). In questo caso “l’analisi si foca­lizzerà sul monitoraggio dell’aderenza della terapia farmacologica nell’iper­tensione, diabete e Bpco e sull’attività del farmacista nella ricognizione del­la terapia farmacologica”.

La seconda concerne i servizi di front-office come l’attivazione in farmacia e l’adesione da parte dei pazienti al Fascicolo sanitario elettronico (Fse), nonché arricchimen­to e consultazione. La terza raggruppa i servizi relativi alle prestazioni anali­tiche di prima istanza quali i servizi di telemedicina (holter pressorio, holter cardiaco, auto-spirometria, Ecg). Infi­ne la partecipazione della farmacia alle campagne di screening per il tumore del colon retto (con coinvolgimento del paziente e consegna del kit e materiale informativo e raccolta campioni per l’esame del sangue occulto nelle feci). “La farmacia, erogando questi servizi – spiega Cossolo – e grazie alla propria presenza capillare sul territorio, può contribuire a ridurre le diseguaglianze, consentendo a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, di accedere a prestazioni fondamentali per prevenire o tenere sotto controllo patologie di forte im­patto sociale. È una sfida complessa, ma fondamentale per dare risposte ade­guate ai bisogni di salute dei cittadini e per valorizzare il ruolo della farmacia come presidio di salute sul territorio”.



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